lunedì 4 giugno 2012

39) Racconto: Finché morte non ci unisca per sempre


Finché morte non ci unisca per sempre
di Carla Marino
Creatura: Satanachia


PROSSIMAMENTE NELL'ANTOLOGIA 
"STIRPE CHIMERICA"

12 commenti:

  1. Beh non è il mio genere letterario preferito,troppo spettrale per i miei gusti,sono un tipo un pò più solare diciamo xD, ma obbiettivamente questo conciso racconto mi è piaciuto perchè trasmette più che bene tante,anche troppe sensazioni negative: dalla frustazione all'amarezza,dalla gelosia all'odio..per questo mi piace un sacco! è molto forte e arriva di petto al lettore..
    p.s. è una cosa mia stupida xD ma il passo che più mi è rimasto impresso di tutto il racconto è il seguente "Il sole illuminava timidamente la piazzetta, in quel giorno di maggio tanto atteso da molti bambini esausti della pioggia." perchè per descrivere una "stentata giornata primaverile",descrivi non solo il paesaggio,che almeno a me personalmente,risalta subito in mente, ma fai riferimento anche ad un tratto caratteristico dei bambini: la voglia irrefrenabile di giocare,in questo caso limitata da condizioni avverse del tempo. Brava! =)

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  2. Ho apprezzato che nonostante il brano sia breve, sia riuscita a rappresentare in modo chiaro tutti i nodi del racconto. Quindi complimenti per la capacità di sintesi. Ho apprezzato molto il carattere che hai impresso a Satanachia: flemmatico ed imprevedibile.
    Ho notato che nonostante sia un personaggio con capacità sovrannaturali, non è tuttavia dotato di poteri infiniti. Mi riferisco al fatto che non sia onnisciente, perchè quando Hanna decide di suicidarsi, nonostante non gli dispiaccia più di tanto, si scopre che per quanto sia potente non può leggere le intenzioni della gente nè avere un controllo assoluto su di essi.
    Hai reso bene l'idea quando, dopo la breve fuga di Steve e Hanna, Satanachia li raggiunge istantaneamente e compare improvvisamente sulla soglia della porta.
    Infine è interessante come hai messo in luce il messaggio più importante, e che spiega perfettamente il titolo del racconto; Hanna volendo scappare dal suo aguzzino, invece gli finisce proprio sulle sue braccia perchè suicidandosi le spetta l'inferno e quindi "finche morte non li unisca per sempre".

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  3. Io vengo da un'ora ininterrotta di ripetizione quindi premetto che il mio cervello comincia a fumare. Eppure nel leggerlo mi sono riattivato, è già questo è un ottimo complimento se consideri che basta poco a me per crollare!;)
    Per quanto riguarda il testo mi è piaciuto molto l'inizio, in quanto hai fatto catapultare il lettore direttamente nella scena (lo faccio anch'io qualche volta) evitando prologhi che seppur a volta fondamentali, possono annoiare il lettore.
    MI è piaciuto inoltre la figura di John e il fatto che hai dato sempre più importanza al personaggio col procedere della storia facendolo divenire sempre più "protagonista".
    E sempre parlando di protagonisti, caratteristico è la stessa Hanna. Personaggio principale della storia assieme a Satanachia, eppure parla poco, più che agisce, subisce per tutto il racconto per poi esplodere nella parte finale.
    Si evince, o almeno ho evinto, il paradosso dell'uomo che per vincere il male deve essere sconfitto da esso (concetto scritto stilisticamente molto bene dato che è un'immagine che prende bene
    Non sono esperto critico letterario ma spero che questo commento possa essere apprezzato e, in caso, criticato qualora abbia sbagliato qualche cosa che ho travisto.

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  4. La parte ke mi è piaciuta di più è la terza U_U,dal matrimonio in poi,per due motivi: 1)si capisce quanto è importante prendere una posizione anche se si è dalla parte numericamente inferiore
    ,andando oltre le apparenze o alle "voci di quartiere" che spesso si mettono in giro perchè non si sanno dare risposte complete a cose che se si conoscono per metà è già tanto!..infatti hai usato tutti avverbi che esprimono dubbi "probabilmente,forse,rimase un mistero"..bella la frase:"Non furono in molti a capire"..appunto perchè racchiude tutta questa mia idea! 2)si delinea in modo netto il personaggio di Steve,che è quello ke mi è piaciuto di più :) perchè è stato l'unico ad aver capito che Hanna non era più la stessa ragazza e questo fa capire quanto lui conoscesse bene lei :)!!..e poi "senti razza di idiota".. bellissimo ahahahahahahah :P!!.Cmq mi aspetto il continuo U_U..lei che partorisce un piccolo Satanachia,degno figlio di suo padre!..tipo film horror.. :)!!

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  5. Ho compiuto due piccoli errori nel commentare il primo commento: il primo è che mi riferisco a Steve e non a John. Il secondo è l'ultima parola del primo commento: intendevo dire "travisato" e non "travisto"!

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  6. Racconto breve ma intenso, molto fluido ma al tempo stesso accurato dal punto di vista descrittivo: si legge d'un fiato, decisamente piacevole. Bello anche il finale: “Pur di non essere madre di un mostro, sarei disposta a passare un’eternità infernale, a modo mio però.” che dimostra il coraggio di Hanna e il suo senso di ribellione, nonostante di fronte all'ineluttabilità del suo destino avrebbe potuto arrendersi ad un male più grande di lei e completa quella che era stata l'iniziale caratterizzazione del personaggio.

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  7. Ho apprezzato molto l'aspetto descrittivo. Molta attenzione nei dettagli e nella descrizione degli stati d'animo. Potenza visiva d'impatto. Brava.

    Non ho apprezzato i dialoghi, troppo elementari per un contesto così denso. Sembrano tirati fuori da dialoghi giornalieri (con velate cadenze e modi di esprimersi tipicamente siciliani). Lo stacco tra "conoscenza con il futuro sposo" e "matrimonio" è dispersivo (avrebbe reso di più nel cinema o staccando con un nuovo capitolo). In effetti sembrano due parti di uno stesso racconto. Fine capitolo 1, inizio capitolo 2.

    Non sono amante del genere quindi avrei preferito una trattazione diversa o se proprio dovessi andare avanti a leggere una storia così, mi piacerebbe che fosse approfondito l'aspetto demoniaco e come questo influisce sulla psiche della ragazza perchè lasciato così è mozzo e non si capisce come-dove-quando..e associarlo a un po' di background della ragazza.

    Credo di aver detto tutto.

    Carolina ;)

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  8. Un racconto che denota notevoli doti in campo letterario e maturità di linguaggio di livello senza dubbio superiore. Una storia scorrevole, mai pesante, che porta moltissimo a riflettere su argomenti anche di pura attualità sociale. Che cattura e la cui eccellenza è denotata anche dal lasciar trapelare nulla sul tragico ma al tempo stesso stupefacente epilogo.
    Il ritratto di una donna combattiva che non si arrende di fronte al male, a costo della vita. Emblema della donna che sceglie di emanciparsi dalla sottomissione storica dell'uomo e degli interessi della famiglia, stereotipo d'altri tempi ma che purtroppo ancora oggi sopravvive.
    Come sempre complimenti vivissimi all'autrice, che da un anno a questa parte mi dà il piacere (e l'onore) della sua amicizia e dell'anteprima di queste sue eccellenti composizioni, rappresentate anche da quest'ultimo lavoro, e che ancora una volta in questa sede ringrazio.

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  9. E' un racconto interessante, con una trama ben strutturata che coinvolge il lettore. Notevole la capacità con cui l' autrice entra in " medias res". Nonostante la sintesi imposta dalla brevità del racconto, le situazioni e le ambientazioni sono descritte in maniera vivida, il che denota una buona capacità comunicativa.
    Va sottolineata la netta caratterizzazione dei personaggi, dai genitori amorevoli ma un po' bigotti, a Satanachia la cui anima nera si arguisce da un particolare come il "ghigno beffardo" ostentato quando ammette i rapporti sessuali avuti con la futura moglie, fino ad Hanna, la cui anima ancora in bilico fra la spensieratezza dell' infanzia e il grigiore e le responsabilità dell' età adulta, viene espressa in passaggi brevi e all' apparenza privi di significato( come quando la ragazza gioca con i bambini in piazza). Caratterizzazione che è invece carente in Steve che pure è veicolo dei bei messaggi che il racconto propugna; la risolutezza nel combattere per ciò in cui si crede, il coraggio di andare contro corrente, la capacità di infrangere quella maschera che ogni individuo porta per celare la propria intimità( anche se in questo caso si tratta di possessione, ma non è forse la paura di esporsi essa stessa una forma di possessione?).
    Il netto distacco fra una fase del racconto e la successiva disorienta il lettore sebbene sia un buon espediente, forse inconscio, per esprimere la crudezza della storia. Piccola pecca l' occasionale utilizzo di termini eccessivamente ricercati e altisonanti che stonano con il tono della narrazione e i dialoghi che scivolano, in certi passaggi, in un eccessiva colloquialità. Nota bibliografica Satanachia mi ha ricordato un po' Linoge de " la tempesta del secolo" di S. King. Concludendo un testo piacevole e destabilizzante al tempo stesso. Un lavoro degno di nota-

    Napoli

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  10. Complimenti, breve ma intenso, si evince il carattere di ogni personaggio in maniera chiara. Il testo è organico e gode di una piacevole fluidità; mi sono sentito partecipe della vicenda narrata. Gli elementi che mi sono piaciuti di più sono stati il senso di responsabilità di Hanna, pronta addirittura al sacrificio, e il coraggio di Steve nel prendere una posizione, nonostante le terribili sensazioni provate, e ciò assume particolare rilievo in un periodo come quello che stiamo vivendo, nel quale i giovani vengono spesso accusati di ignavia.

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  11. Riccardo Orlando11 giugno 2012 05:08

    Buona la capacità di sintesi e ben curati la trama generale e i dettagli che rendono luoghi e personaggi (soprattutto Hanna e Steve) più vicini all'immaginazione del lettore, la cui attenzione è costantemente stimolata. Ciò mi ha portato a sentirmi partecipe della storia. E' interessante vedere come l'aiutante del protagonista, solitamente strumento per raggiungere la "vittoria", sia stavolta destinato a fallire, schiacciato anch'esso da forze troppo potenti, senza raggiungere il suo obiettivo.
    Trovo il racconto di piacevole lettura sia per il ritmo scorrevole sia per il lessico al quale, si vede, è stata riservata una certa cura. L'autrice è riuscita a far emergere lo stato d'animo dei personaggi anche attraverso i dialoghi. La separazione tra la prima e la seconda parte della storia mette ben in evidenza il peggioramento della condizione della protagonista anche se forse è un po' troppo marcata.
    Implicitamente il racconto suggerisce contiui spunti di riflessione su tematiche importanti tra le quali, quella che più mi ha colpito, la libertà delle proprie scelte. Hanna cerca di liberarsi da scelte a lei imposte da altri a tal punto da prendere una decisione che la porterà all'autodistruzione e alla condanna eterna. Guardo al finale con due chiavi di lettura: da una parte il margine di libertà che conserva ognuno di noi nelle nostre scelte e l'impossibilità di un totale controllo esterno; dall'altra il tema dell'ineluttabilità del destino al quale, per quanto si lotti, non è possibile sfuggire mai del tutto. In conclusione, complimenti.

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  12. Ancora una volta mi trovo in disaccordo con i commenti entusiastici degli altri lettori. IL testo risente in maniera evidente dell'inesperienza dell'autrice, che spesso usa degli avverbi in contraddizione tra di loro (tipo era timida ma estroversa), per non parlare degli svariati errori, non solo di grammatica. L'idea poteva anche essere carina, ma andava affrontata in un'altra maniera. L'asservimento di Hanna raccontato in quel modo non regge, per non parlare poi del pessimo finale. Per me va ripensato e riscritto.
    Andrea

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